Wednesday, May 9, 2012

Botany classes

Davidino’s day-care teacher maintains that - in the presence of their children - parents should call a spade a spade. So if they are pointing at a tree, they should not call it ‘a tree’, but ‘oak’ if it is an oak, ‘fir’ if it is a fir, ‘willow’ if it is a willow, and so on.

The same rule applies to anything else. 

And so, Leo, this is a leucanthemum maximum, this is an opuntia ficus-indica (watch out, it stings…)

9 comments:

  1. Leo looks happy with the daisies (they are my favorite flowers.. )

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  2. welcome back on our blog, debby, and thanks for keeping it alive!

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  3. call Leo "Leonardo": it's his name!

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  4. ma cherie!! ok! leonardo!!!! :) gros bisous

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  5. Matteo MarchisioMay 11, 2012 at 3:33 AM

    leonardo, leo, or liunachu (brazilian/portuguese pronounciation)... call hime as you wish!

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  6. sul sentiero verso la cima del resegone, io & dade abbiamo scoperto gli "occhi" delle betulle, la bocca degli alberi, e tante altre cose interessanti... e dade ha chiesto "ma a cosa serve agli alberi la bocca?" e io "e a te a cosa serve?" "per parlare! come faccio a parlare senza bocca?" "ecco, anche gli alberi parlano, ma tu non li senti..."
    chissà cosa sarà andato a raccontare all'asilo dopo questa lezione di fantabotanica...

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  7. @ky - confermo. Alcuni dei miei ulivi hanno dei fori nei tronchi, e spesso lì vi fanno il nido gli uccellini. Se ci si avvicina in questa stagione, si sente il pigolio dei pulcini, ed è proprio come se gli alberi parlassero. Comunque basta saperli ascoltare.

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  8. gli alberi che parlano e la fantabotanica... sara' uno dei miei prossimi racconti a leo (o leonardo, o liunacchu)

    ;)

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